Un libro che gioca abilmente sulla fragilità e la mutabilità del temibile animo umano, il cui feroce istinto primordiale finisce per prendere ineluttabilmente il sopravvento, soprattutto in situazioni in cui la cosiddetta "civiltà" artificiale costruita (e costituita!) dagli individui appare come un lontano, irraggiungibile miraggio. Anche nei bambini, stereotipo dell'innocenza per antonomasia, la fame di sopravvivenza e la conseguente crudeltà che ne deriva finiranno per essere il comune denominatore di ogni azione che prenderà corpo nell'isola. I rapporti, inizialmente ancora influenzati dalla cortesia e dalle buone maniere, finiranno per essere lacerati dal progressivo sopraggiungere di quell'istinto animale che riposa, in dosi diverse, un po' in ognuno di noi, mai completamente sopito. Il gruppo iniziale di naufraghi si dividerà in due fazioni; lo scontro sarà inevitabile e impietoso. Come cornice, inoltre, le paure più nascoste dei ragazzi si manifesteranno nella creazione di pericoli e problemi per lo più frutto dell'immaginazione, via via sempre più malata. La scrittura, scorrevole, rende bene l'atmosfera che si può respirare in un ambiente di ragazzini, e riesce a ricreare abbastanza fedelmente il loro gergo o il modo di pensare. Una stella in più per il finale, eccezionalmente illuminante nella sua disarmante semplicità.
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