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Review of Alice's Adventures in Wonderland

Più che sul carattere visionario e totalmente irreale, queste due opere di Lewis Carroll si concentrano maggiormente su eccezionali giochi linguistici e stupefacenti labirinti di parole. Molte delle assurdità incontrate da Alice non sono tanto, secondo me, incentrate sull'aspetto strano dei personaggi o sull'improponibilità di alcune situazioni; l'elemento di maggiore instabilità è dato proprio da dialoghi inconcludenti, da risposte sbagliate favorite da una imprecisa comprensione delle parole, da frasi improvvise che mal si addicono al resto della conversazione... causate proprio da errori o equivoci generati dal linguaggio, da fraintendimenti umoristici e da parole sì inventate, ma che sono un fenomenale amalgama tra altri vocaboli che, uniti, formano un nuovo ed efficace termine. Brillante esempio, sotto questo punto di vista, è la poesia sul Ciarlestrone ("Jabberwocky"), in cui Alice si imbatterà all'inizio del suo viaggio "Attraverso lo Specchio" (molto più malinconico, adulto e autunnale rispetto al primigenio "Paese delle Meraviglie", che Alice raggiunge in un aureo pomeriggio assolato). Se nel primo racconto la fanno da padrone le carte da gioco, il secondo è caratterizzato da una enorme partita a scacchi, in cui Alice si muoverà come una pedina. Capolavoro della manipolazione linguistica, si fa notare anche per interessanti spunti psicologici (siamo tutte immagini nel sogno di un estraneo? I nomi caratterizzano gli oggetti, o gli oggetti hanno una precisa struttura e valenza di per sé?). Nel cartone animato della Disney, inoltre, sono presenti elementi di entrambi i racconti (Tweedledee e Tweedledum, ad esempio, si incontrano solo nel secondo libro), mentre il famoso "non compleanno" viene citato da Humpty Dumpty in "Attraverso lo Specchio", e non è presente nel più celebre episodio del Tè con la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto. Anche la poesia finale che conclude la seconda avventura di Alice è una piccola meraviglia, un acrostico che crea il nome della nostra piccola protagonista: Alice Pleasance Liddell. Opera per bambini, quindi (episodi divertenti, fantasiosi, avventure scorrevoli e spensierate), ma anche per gli adulti e chiunque volesse addentrarsi nel favoloso mondo di Alice: un mondo di enigmi, nonsensi linguistici e logici, un mondo in cui tutto è il contrario e l'opposto di tutto; una porta che si apre su un universo illogico e alienante, un vortice di immaginazione e una spirale di imperialismo sul linguaggio, piegato e utilizzato da Carroll a proprio piacimento per raggiungere i suoi scopi. Il tutto sapientemente condito da illustrazioni presenti praticamente in ogni pagina.
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Added by Neonsynth
8 years ago on 23 November 2010 18:59