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Review

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Dato per consolidato che il cartone animato disneyano sia la versione definitiva per l’infanzia, Hollywood si rivolge all’altro mercato florido, quello degli adolescenti, trasformando la fiaba dei fratelli Grimm – che già di suo non scherza in quanto a cupezza – in un racconto gotico fatto di freddo, fuoco, ferro e incantesimi. Tanto per essere sicuri di centrare il bersaglio, gli autori immergono il film in atmosfere oscure che richiamano quelle degli ultimi Harry Potter e affidano il ruolo principale all’eroina di Twilight: allo spettatore adulto non resta altro che mettersi alla ricerca delle citazioni sparse, seminascoste oppure evidenti (la più clamorosa, una foresta delle fate che viene copiaincollata da ‘La principessa Mononoke’ di Miyazaki con l’unica differenza che là si trattava di disegni e qui di effetti speciali). Al netto di queste considerazioni, il risultato rimane comunque, nel complesso, aldisotto delle attese perché la pellicola tradisce sotto l’aspetto del puro intrattenimento promesso da un trailer ben più efficace: la regia manca del ritmo necessario e questo si avverte in special modo lungo la plumbea prima parte. La situazione migliora invece nel corso della seconda ora, con l’entrata in scena dei nani che vivacizzano la narrazione anche grazie all’interpretazione di qualche nome conosciuto come, fra gli altri, Ian McShane, Bob Hoskins e Toby Jones (tutti ‘nanizzati’ con gli effetti speciali, il che ha scatenato una polemica da parte dei nani veri). La loro resa dei personaggi si affianca a quella di Charlize Theron nel ruolo della regina cattiva trasformata in una strega divisa tra la ricerca della perenne giovinezza e la vendetta per la propria infanzia violata: l’ex-modella sudafricana, peraltro sempre incantevole, evita i rischi di grottesco e comico involontario lavorando di sguardi e pedale del freno. Se Spruell, pettinato con la scodella, fa il cattivo a tutto tondo come fratello della regina, sono i personaggi principali a lasciare qualche perplessità, con Hemsworth che ci prova un po’ di più ma non riesce ad andare oltre la consueta bidimensionalità (se è vero che, per il ruolo, sono stati contattati Depp, Fassbender e Mortensen…) e Stewart che a volte è una presenza evanescente che lo spettatore rischia di dimenticare – oltre al fatto che lo ‘specchio delle mie brame’ (che, correttamente, non è di vetro) si distrae un po’ quando la preferisce a Theron. Splendida, invece, è l’ambientazione, grazie agli esterni girati tra terra e mare nelle Highlands scozzesi e sull’isola di Skye: peccato solo che parte di tutto ciò vada perso per colpa di una proiezione pessima allo Spaziocinema di CremonaPo. Tra colori sbiaditi, contrasto inesistente sui campi lunghi e una fastidiosa sfumatura di verde quasi ovunque, ci sarebbero gli estremi per farsi rimborsare, anche perché il difetto si mantiene da giorni e nessuno si è degnato di metterci mano.
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Added by catcarlo 2 years ago
on 18 July 2012 11:25



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