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Review of Libertà
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Review

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Sul fatto che sia scritto bene, non ci sono dubbi. Grazie a una lingua semplice e rimata, la scrittura scivola senza difficoltà per il lettore offrendo passaggi di grande brillantezza – si pensi solo all’incidente di Lalitha – e riuscendo, con qualche colpo di reni, a scrollarsi di dosso anche i tempi morti. Che sono un po’ troppi a dir il vero – ad esempio quando ci si addentra nella situazione ornitologica del Nord America – ma in fondo non sono il vero problema. E non lo sono neppure le pagine di autobiografia che si immaginano scritte dalla protagonista senza che la sua voce si possa distinguere da quella del narratore (così il lettore a volte finisce per dimenticarsi chi è che sta raccontando). Il guaio vero sono i personaggi che – qual più, qual meno – sono di un’antipatia che nasce da una combinazione ottusa di autodistruttività e insistenza nel piangersi addosso. Tale insopportabilità raggiunge momenti di notevole acutezza nella più difficoltosa parte centrale del romanzo, dopo un inizio che, con l’insediarsi dei giovani Patty e Walter nel loro nuovo quartiere, è assai più promettente: con lo scorrere delle pagine, in parallelo all’invischiarsi dell’esistenza dei protagonisti, si ingarbuglia su se stesso anche il libro. Per fortuna, l’ultimo terzo del volume riesce a riprendere quota e si fa leggere con una compulsività che nei capitoli precedenti tende a latitare, tanto da far (quasi) perdonare un lieto fine dai tratti hollywoodiani che lascia perplessi su dove l’autore volesse andare a parare. La conclusione consolatoria stride con il ritratto della decadenza della famiglia media (medio-alta a dire il vero, qui quasi nessuno ha problemi economici) e progressista statunitense che pare essere lo scopo del libro – in materia, Woody Allen, tanto per dirne uno, è stato ben più graffiante –lasciando spazio nel lettore all’idea che la vera essenza sia il classico triangolo lui-lei-l’altro con ricomposizione finale e santificazione del tetto coniugale da cui non è estranea neppure la storia di coppia tra Joey e Connie. Insomma, a eoni di distanza dal Grande Romanzo Americano tirato in ballo a sproposito, quello di Franzen è un libro molto contemporaneo – i riferimenti all’attualità degli ultimi quindici anni si sprecano – e anche molto curato, ma che non centra il bersaglio: mi sa che sia necessario andare a ripescare ‘Le correzioni’ e, finalmente, leggerlo.
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Added by catcarlo 2 years ago
on 12 July 2012 12:34



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